Georges Gurdjieff : Hegel : Keith Jarrett : esoterismo e musica

Dopo le affascinanti discussioni su Georges Gurdjieff proposte in un forum musicale, ho riflettuto almeno un paio d’ore al termine di una giornata torrida qui a Roma, sul pensiero di Gurdjieff, il suo ennagramma, la sua quarta via, Keith Jarrett, l’ottava, Hegel, l’esoterismo e altre cose del genere.
Ne è valsa la pena e sono contento di aver trovato questa discussione su cui potermi lanciare, come un bambino che si butta sul ciuccio.

Il metodo di Georges Gurdjieff ed Hegel : Keith Jarrett

Ho conosciuto il pensiero di Georges Gurdjieff nel 2002 e poi meglio nel 2003 grazie ad un libro di Keith Jarrett.

jarrett e georges gurdjeff

Jarrett e Georges Gurdjeff

La conoscenza si basa sul non accontentarsi, sul cercare, in modo dialettico (come Hegel) di mettere in discussione le proprie idee. Dentro una cosa c’è ne è un’altra e poi un’altra ancora: chiedersi il perchà© dei perchà©. Gurdjieff scrive esplicitamente questo: come per le Matriosca, la verità  è fatta di altra verità  e così via, come ad una ottava segue un’altra ottava musicale.Ecco nel metodo filosofico la dialettica evolutiva hegeliana e quella di Gurdjieff come anche quella di tanti altri filosofi occidentali e orientali coincidono.

Citazione di Hegel e pensiero Georges Gurdjieff

Ciಠche è reale è razionale e ciಠche è razionale è reale coincide con il pensiero che l’anima è lo specchio dell’universo e l’universo è lo specchio dell’anima.
La ragione Hegeliana non è quella di un Amd o di un Intel che meccanicamente confronta con If e Then ed elabora un ragionamento. La ragione Hegeliana è quella che mira allo spirito assoluto, è parte dell’infinito come lo è quella di Gurdjieff.

Il sonno e la veglia per Georges Gurdjieff e Keith Jarrett

Io sto dormendo! Quanti di noi dormono e non se ne rendono conto. C’è chi si anestetizza con il calcio, chi con il sesso, chi con le droghe, chi con la politica, chi con il lavoro…Rendersi conto di dormire significa già  iniziare a svegliarsi. Il conformismo, la massificazione ed uniformità  del pensiero, le religioni, le filosofie sono (vedi Marx, quasi contemporaneo di Gurdjieff) l’oppio per dormire, per non rendersi conto della vera essenza della vita.
Gurdjieff ha vissuto in un periodo storico di ideologia politica, religiosa e sociale: nazismo, comunismo, guerre.
Lo svegliarsi per lui significa uscire dal modo consueto di pensare, andare oltre il pensiero generalizzante, ma pensare con la propria testa. Il rendersi conto di dormire è il primo passo per svegliarsi.
Sono sveglio.
Cosa succede quando uno si sveglia?
Niente, è lui. Soffre, gioisce, è se stesso. O almeno è un se stesso un pochino pi๠se stesso. In una sorta di processo meditativo, ipnotico, trance, l’uomo abbandona il suo “si dice” la sua “maschera”. Si allinea con la propria mente, con il proprio cuore e con il proprio fisico: psiche (testa), emozione (cuore) e fisico sono allineati.
Essere svegli significa vedere le cose come sono, con meno filtri. Significa rendersi conto che la vita è dolore e gioia.
Svegliarsi alle 7 di mattina, salire in auto, fare la fila sulla tangenziale, entrare in ufficio, lavorare, uscire, tornare a casa, lavarsi, riuscire e andare a dormire significa, in realtà  tenere una parte di noi enorme sempre dormiente.
Cosa può a volte svegliare una persona?
Un shock.

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