Teoria Musicale del semitono cromatico o diatonico

Il semitono è la distanza, o intervallo,più piccola tra due suoni (nella musica occidentale) e un tono è fatto da due semitoni. Praticamente il semitono è sul pianoforte la distanza tra un tasto ed il successivo (considerando però anche
i tasti neri).

semitono diatonico e cromatico

Semitono cromatico e semitono diatonico

Così, ad esempio, Do- Do# è un semitono (cromatico) mentre Do – Re è un tono. Il semitono può essere cromatico o diatonico. Cromatico quando le due note hanno lo stesso nome (Fa-Fa#) mentre diatonico, quando il nome delle note che lo compongono è diverso ( Fa – Sol bemolle o Mi – Fa).

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9 risposte

  1. Daniele ha detto:

    Grazie utilissimo e chiaro

  2. Fresco ha detto:

    Nessuno però spiega se c’è un motivo per usare nomi diversi per un semitono diatonico o cromatico. Da quanto traspare da questa e simili descrizioni, gli aggettivi diatonico o cromatico sono del tutto superflui, basterebbe dire che è un intervallo cromatico, a chi interessa come si chiamano le note?
    O c’è qualcosa in più di teoria da sapere? (Cambi di tonalità o simili…)

  3. Anonimo ha detto:

    Grazie Miller
    Domani ho una verifica

  4. Claudio ha detto:

    spiegazione chiarissima!

  5. Nevio Giuliani ha detto:

    Se scrivo Do-Re bemolle semitono diatonico come Fa-Sol bemolle perciò tutti si possono trasformare.
    Se scrivo FA-Fa# diventa cromatico.

    Grazie

  6. Musica Jazz ha detto:

    Caro Fresco, c’è molto di più da sapere. Ora te lo spiego.
    L’uso del semitono diatonico o cromatico non è a nostra scelta ma a scelta delle regole e leggi dell’armonia musicale.
    Ad esempio, io non posso scegliere se usare fa diesis o sol bemolle nella tonalità di sol maggiore; altro esempio: se sono nella tonalità di MI bemolle maggiore non posso scegliere di usare SOL diesis ma LA bemolle. Pertanto, in base alla tonalità determino se un intervallo è diatonico (cioè ha lo stesso nome della nota di riferimento) o cromatico (nome diverso).
    Spero di essere stato chiaro e di averti fatto un po più di luce in tal senso.

  7. Anonimo ha detto:

    Per Fresco. Grazie per il tuo commento, hai davvero colpito nel segno. Quella spiegata nell’articolo è la teoria dei semitoni basata sulla distinzione tra armonia diatonica e cromatica. La prima delle due studia le relazioni tra le note facenti parte di qualunque scala intesa come successione di suoni (principalmente scala maggiore e minori, inclusi i relativi modi), la seconda tra le dodici note della scala cromatica. Di conseguenza, quando chiamiamo il semitono con lo stesso nome della sua nota cosiddetta naturale (DO-DO#, FA-FA# etc.), intendiamo questa come la relazione tra due note facenti parte della scala cromatica.
    Esempio: DO-DO# semitono cromatico. Nella scala di dodici suoni, il DO# è successivo al DO, quindi semitono cromatico.

    Al contrario, quando chiamiamo il semitono con un nome diverso, le due note sono tra loro in relazione diatonica perché considerate parte di una qualunque scala, altra rispetto a quella cromatica.
    Esempio: DO-REb semitono diatonico. In questo caso al semitono viene assegnato un nome diverso perchè le due note sono parte di una scala che non è quella cromatica. Nel nostro caso specifico, le due note potrebbero far parte, alternativamente, di una scala Locria, o il secondo o settimo modo di una minore melodica: come detto, le due note sono in relazione diatonica.

    Detto tutto questo, è chiaro che parlare di semitono diatonico e cromatico è in un certo senso riduttivo. In realtà sarebbe più corretto ed esaustivo parlare di intervallo diatonico e cromatico: in questo modo, piuttosto che relazionare solo i semitoni, riusciamo a capire la relazione tra due note qualsiasi in riferimento a qualunque scala.

    Esempi: DO-SOL su scala maggiore è intervallo diatonico. SOL è in relazione diatonica con DO, facendo parte della scala maggiore di DO come quinta. DO-FA# su scala maggiore è intervallo cromatico. FA# è in relazione cromatica con DO. Non facendo parte della scala maggiore, il FA# viene automaticamente riconosciuto come uno dei dodici suoni della scala cromatica ascendente.

    MIb-SOL su scala minore naturale è intervallo cromatico. In questo caso, SOL è in relazione cromatica con MIb, non facendo parte della scala minore naturale. Ma questo stesso intervallo, considerato nel contesto della scala maggiore, è intervallo diatonico.

    Spero di aver chiarito i tuoi dubbi e soprattutto di averti dato qualche ulteriore spunto di riflessione.

  8. Patrizio ha detto:

    in termini brevissimi: la distanza tra gradi di 1 tono era suddivisa in passato (ante 1600) in 9 parti uguali (frequenze intermedie dette commi) questo faceva si che il semitono fosse di ampiezze diverse (1 tono = 9 commi, quindi erano necessari 1 semitono di 5 commi e 1 di 4 commi per comporlo – da qui la necessità di chiamarli diversamente e cioè diatonico e cromatico). Nel XVII secolo per motivi pratici legati soprattutto all’accordatura di strumenti a tasti quali il clavicembalo, Andreas Werckmeister introdusse il sistema temperato (messo poi in pratica da Bach) che suddivideva l’ottava in 12 semitoni di ampiezza uguale. Oggi si mantiene la suddivisione dei semitoni in diatonici e cromatici per pura convenzione ma non per reale differenza.

  9. Anonimo ha detto:

    si è vero è molto chiaro ma potrebbe spiegare anche se la grandezza tra due note è uguale o diversa

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